Altai: il ritorno dei Wu Ming…

21 luglio 2010 - 9:00 di FedericoV con Con 2 commenti

Il mio voto:
Bella lettura!

Ho appena finito di leggere Altai l’ultima opera del collettivo letterario bolognese Wu Ming. Ho affrontato questo romanzo con curiosità e preoccupazione, in quanto il libro è stato presentato alla stampa come il “seguito” di Q, il maggiore successo nell’ormai lunga e interessante carriera del gruppo di scrittori che ai tempi si nascondeva dietro allo pseudonimo Luther Blisset, nonchè uno dei romanzi a cui sono maggiormanete affezionato sul piano personale. In tutta onestà non riuscivo a vedere quali margini ci fossero per continuare la storia del fantomatico Gert del Pozzo e della sua lotta per la giustizia e la libertà. L’idea del sequel mi sembrava forzata e molto discutibile. Fortunatamente, il legame con Q si è rivelato poco più di una mossa di marketing, peraltro smentita dagli stessi autori del romanzo… a continuare non è tanto la storia del romanzo precendente, quanto la Storia: sì, proprio quella con la S maiuscola.

Altai è un romanzo storico ambientato nel corso della Guerra di Cipro (1570-1573) combattuta dall’Impero Ottomano contro la Repubblica di Venezia. Un evento storico molto importante che sancì da un lato la conquista dell’isola del mediterraneo da parte del regno ottomano e dall’altra la fine della supremazia navale turca con la Battaglia di Lepanto. Il romanzo cronologicamente è ambientato dieci anni dopo l’epilogo di Q. e alcuni dei suoi vecchi protagonisti tornano in scena con ruoli più o meno importanti. In ogni modo, Altai è un’opera a se stante e i legami con il romanzo precedente non si spingono oltre. Al furore ideologico e iconoclasta di Q., alla rabbia verbosa e corrosiva di quel romanzo, fanno invece da perfetto controcanto la saggezza, l’amarezza, il realismo e la compostezza stilistica di Altai. Non è un caso che gli autori di questo libro abbiano parlato della sua scrittura come una sorta di “terapia di gruppo”.

Non voglio entrare nello specifico della trama, per non rovinare la sorpresa a chi vorrà leggere il romanzo, perciò mi limito a dire che nella cornice storica della Guerra di Cipro, Altai racconta le vicende della spia veneziana Emanuele De Zante alias Manuel Cardozo e dei personaggi che gli ruotano attorno: Giuseppe Nasi, l’ebreo di corte del sultano Selim II; Ismail, il vecchio reduce di mille battaglie tanto giuste quanto votate alla sconfitta; Mehmet Sokollu, Gran Visir dell’impero Ottomano. Con toni e ritmi sospesi tra spy story e romanzo storico, i Wu Ming raccontano la Storia: le radici dell’antisemitismo, il sogno della terra promessa, l’impossibilità di costruire il bene con mezzi malvagi, il trionfo del potere e dell’interesse sugli ideali di giustizia e libertà.

In conclusione, Altai è una bella lettura che consiglio tanto ai fan dei Wu Ming che ai lettori che non hanno ancora avuto modo di leggere uno dei loro romanzi. Forse mancano i picchi emotivi di Q. e il romanzo segue una trama un po’ troppo piatta per i miei gusti, con dei passaggi poco trascinanti nella parte centrale. Però è un libro ben scritto e strutturato con cura, con il giusto equilibrio tra passione politica e amore per la letteratura (non sono poi la stessa cosa?): Altai è a mio avviso la migliore opera collettiva dei Wu Ming dai tempi del loro capolavoro.

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2 risposte a 'Altai: il ritorno dei Wu Ming…'

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  1. Comprai Q anni or sono ma non ebbi modo di leggero perche’ per sbaglio lo lasciai in Italia.
    Mi sa che me lo leggo come prossimo libro.

    RobertoP

    22 luglio 2010 alle 14:28

  2. Per me è un bel libro. Te lo consiglio vivamente.

    FedericoV

    22 luglio 2010 alle 19:26

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