Introduzione

 

Il GdR secondo Elric:
i Regni Giovani, tra letteratura e Roleplaying

Il GdR Secondo Elric

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Fin dai suoi primi passi il Gioco di Ruolo ha stabilito un legame particolare e una forte reciprocità con il cinema e la narrativa fantastica, intesa nel senso più ampio del termine: fantasy, fantascienza e horror sono i generi che nel tempo hanno trainato il mercato del GdR contribuendo alla sua crescita e al suo sviluppo.

 Non tutti i risultati di questo connubio sono stati all'altezza delle attese; spesso sono stati i giochi a non cogliere adeguatamente le atmosfere e l'appeal delle fonti letterarie (il caso più eclatante, in questo senso, è probabilmente costituito dal GiRSA), altre volte, invece, è stato un regolamento a suggerire la trama, i personaggi e lo sviluppo di un romanzo ("Dragonlance" di Tracy Hickman, "La saga di Drittz" di R. A. Salvatore, influenzati profondamente dall'AD&D) con risultati ottimi sul piano delle vendite, ma non molto felici su quello strettamente narrativo. D'altro canto abbiamo numerosi casi di GdR che hanno saputo trarre il massimo dalle rispettive fonti; è questo il caso di giochi come "Vampiri: La Masquerade" che si rifà ai romanzi di Anne Rice, "Il Richiamo di Chtulhu" basato sulle opere di H. P. Lovecraft o "Amber" tratto dalla saga di R. Zelazny.

 Tra le opere che più hanno inciso sul mondo del GdR quella di M. Moorcock merita sicuramente una menzione particolare: "La saga di Elric di Melnibonè" ha dato vita ad alcuni dei GdR più conosciuti e seguiti ("Stormbringer" arrivato alla Va edizione), giochi a cui da poco si è aggiunta la versione italiana del D20 "Dragon Lords of Melnibonè".

 Come già accennato, quando si tratta di valutare la riuscita di un gioco di ruolo tratto da una ambientazione originalmente concepita per la narrativa o per il cinema, una recensione non potrà soffermarsi solamente sulle caratteristiche strettamente tecniche di questi GdR, ma dovrà riuscire a dare un giudizio più complessivo sulla capacità di questi prodotti di riportare in vita le atmosfere e lo stile della fonte letteraria in questione. 

 In questo senso mi sono "permesso" di trasformare la mia recensione dei GdR tratti dalla "Saga di Elric" in una retrospettiva più completa sull'opera di M. Moorcock. Da una parte credo che sia fondamentale conoscere e approfondire i temi e la mitologia delle opere dell'autore inglese per poter usufruire pienamente delle possibilità offerte da questi giochi, dall'altra spero di riuscire a colmare un vuoto della rete italiana, dove ho sperimentato una forte carenza di spazi dedicati a questo vero e proprio monumento della narrativa fantastica.

 Con questi presupposti ho deciso di articolare il mio breve saggio in tre parti: in primo luogo mi sono soffermato sulla vita e le opere di Moorcock; credo, infatti, che la biografia del nostro autore, di per s' già interessante e godibilissima, sia essenziale per cogliere appieno quello spirito "anarchico" che caratterizza le sue opere, nonch' per sottolineare il mutevole contesto creativo su cui queste sono cresciute. In secondo luogo ho centrato la mia attenzione sulle caratteristiche della mitologia che segna gran parte dei romanzi di Moorcock, con un dovuto occhio di riguardo alla "Saga di Elric" e al suo protagonista, nonch' ai temi ricorrenti che pervadono la sua opera: data la vastità del lavoro di Moorcock, per motivi di spazio ed opportunità ritengo sia più adeguato soffermarmi su quest'opera per presentare la mitologia del nostro autore. Infine mi sono dedicato più direttamente al GdR, con una recensione dei giochi usciti per questo titolo, a cui segue una personalissima collezione di consigli pratici sulle strategie migliori da perseguire per godere al massimo delle potenzialità offerte da questa ambientazione, basandomi completamente sulla mia esperienza di Narratore per "Stormbringer".

 Concludo con l'auspicio che questo mio articolo possa costituire un'utile guida per i visitatori del nostro spazio web, propedeutica sia per chi non conosce i romanzi di Moorcock, che per i giocatori intenzionati a cimentarsi con questa ambientazione, con la speranza di interessare anche i lettori più appassionati delle opere dell'autore inglese.

Grazie,
Federico Valeri

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