Manifesto degli Allegri Brigatisti

Cos'è il gioco di ruolo? La risposta più scontata a questo interrogativo, che ovviamente è l'argomento centrale del nostro "manifesto", potrebbe suonare più o meno così: i giochi di ruolo sono strumenti finalizzati al divertimento di un gruppo di persone e vengono utilizzati in modo da assecondare i gusti personali di ciascun giocatore. Sotto questa prospettiva, per altro del tutto lecita, la domanda iniziale sembra perdere di senso ed il tentativo di trovare una risposta efficace, univoca e "autentica" appare destinato, in partenza, al fallimento. Seguendo questa strada riusciremmo solamente ad aggirare l'ostacolo: chi fosse interessato, come noi, ad andare un po' più a fondo, non potrebbe che rimanere deluso da questa soluzione minimalista. Inoltre, sarebbe ipocrita, o perlomeno poco razionale, non tentare di affrontare questo problema in un modo più articolato, a maggior ragione in un sito dedicato specificatamente ai giochi di ruolo.

È nostra opinione che la confusione su ciò che è o dovrebbe essere il gioco di ruolo, sorta recentemente o forse sempre esistita, stia producendo degli effetti profondamente negativi che snaturano il significato del GdR e rischiano di compromettere la possibilità stessa di una sua "sopravvivenza" futura. C'è stato un tempo in cui dire di giocare di ruolo oppure a Dungeons & Dragons significava praticamente la stessa cosa [1]. Ma quell'epoca, più o meno felice, è passata e ora ci troviamo di fronte ad una vera e propria babele di linguaggi e stili, che rende estremamente complicato il tentativo di chiarire con precisione in cosa effettivamente consista questa attività. 

È necessario, dunque riuscire a pervenire ad una riformulazione del concetto di GdR, che, tenuto conto delle sue evoluzioni, riesca ad esprimere con il massimo livello possibile di obiettività "cosa è il gioco di ruolo".

Analizzando semanticamente i termini ("gioco" e "ruolo") potremmo dire che giocare di ruolo significa divertirsi interpretando una parte. Ma non basterebbe, e molte questioni rimarrebbero insolute. Inoltre non è nostra intenzione attardarci in discussioni verbalistiche sul significato o sull'adeguatezza dei termini. Ne' vogliamo contestare la validità d'uso di un gergo ormai entrato nel linguaggio comune che per la sua economicità rimane tuttora insostituibile [2].

Ora, ci rendiamo conto che è molto difficile trovare una risposta o una definizione che non suoni arbitraria alle orecchie di qualcuno, ma questo fatto, alla fine, ci interessa poco. Il problema, infatti, non è relativo ai gusti individuali, ma attiene ad una tematica più "alta". Si tratta di trovare un criterio, un "discrimen" che renda razionale e comprensibile il motivo per cui noi amiamo giocare di ruolo e non ad altro, o perlomeno per cui non possiamo confondere questa attività ludica con altre. Per fare questo riteniamo sia opportuno, prima di entrare nel merito del problema, provare a capire cosa il gioco di ruolo non è. Forse in questo modo, per via "negativa", potremmo riuscire a trovare una soluzione, sicuramente non oggettiva, ma speriamo altamente obiettiva.

[segue...]