Roberto Pancrazi (alias Pergio)



Forza
-6
Destrezza +5
Intelligenza +4



Saggezza
-5
Carisma +4
Costituzione -2

Natura: Co-protagonista
Archetipo: Ise-Zumi
Attitudine: Epico75% / Gotico25%

Abilità

Imprevedibilità: nei suoi discorsi, il brigatista riesce a far spuntare conigli da un cappello: i compagni fanno un test su "Timore"...

Dislessia Gondoriana: se non riposa tot. ore, le parole che pronuncia saranno incomprensibili ai più.

Cazzata Flash: quando meno te lo aspetti, se ne esce con una bischerata: tiene sempre l'iniziativa. 

Background: non pervenuto...

 Perché Gioco di Ruolo:
Il mio contatto con il gioco di ruolo è stato indiretto. Mio fratello maggiore, 4 anni più grande, faceva parte del gruppo di gioco di D&D condotto da Andrea Guerrieri (vedi storia dell'Allegra Brigata). Lui aveva circa 16-17 anni. Io 12 o 13. Ricordo cha la sera, in camera, prima di dormire, a luce spenta mi raccontava quello che era successo nell'ultima sessione: torri rapinate, orchetti uccisi, litigi, alleanza con gli altri personaggi. Ed io mi addormentavo sognando le avventure del ladro Rusphio Bankomat e le rivivevo nei miei sogni... Qualche tempo dopo partecipai anche io alla stessa saga: mio fratello era uscito dal gruppo di gioco. Subentrai io: il ladro Torvhio Bankomat, cugino di Rusphio... non avevo mai giocato e passavo le sessioni ad ascoltare a bocca aperta più che a giocare. Ero il più piccolo della compagnia, quasi mai aprivo bocca, e cercavo di capire quello che stava succedendo...

Passarono un paio di anni, e a casa di un mio amico trovai una scatola rossa con sopra la scritta D&D. "Prendila pure"- mi disse- "tanto io non ci capisco niente". Non me lo feci ripetere due volte. Lessi il regolamento e sperimentai sulla mia squadriglia le mie doti di master. Durante le riunioni di squadriglia degli scout, giocavamo regolarmente una storia scritta da me, rimembrando le avventure di Torvhio o le sessione da me giocate... Così scoprii il gioco di ruolo.

E la scoperta si trasformo in passione con il passare degli anni... ricordo che mi unii alla Allegra Brigata nel periodo successivo al boom del gioco di carte de "Il Signore degli Anelli". Quelle atmosfere rinverdivano i miei ricordi passati di avventure senza tempo e così non esitai ad inserirmi in questo gruppo di gioco ormai consolidato.

Ora ho quasi 24 anni... e la passione è cresciuta ancora di più. L'appuntamento della domenica sera è oramai imprescindibile... perché tutto questo? Solo ultimamente mi sono dato una risposta: ricordate la storia di Peter Pan? beh, la risposta è qualcosa di simile. Il gioco di ruolo è la risposta alla mia voglia di restare bambino, di non preoccuparmi degli anni che passano, delle responsabilità che aumentano, del futuro che spesso è un punto di domanda... non è alienazione, tutt'altro. È esattamente la sua controparte: nel gioco di ruolo emerge tutta la capacità di sognare, di fantasticare, l'innocenza e, perché no, la gioia del bambino di fronte alle cose più semplici... tutte cose, che credo si perderebbero facilmente in una vita "seria", fatta di lavoro e di "questioni importanti". E così il gioco di ruolo diventa quella palestra, in cui non perdere l'allenamento e l'abitudine a restare dentro un po' bambini. E così capirete la soddisfazione di chi mi chiede: "ma ancora alla tua età giochi ai giochi di ruolo?". E rispondo soddisfatto solamente con un sorriso. E allora spero che il gioco di ruolo accompagni ancora la mia vita per tanto tempo, navigando in questa spensierata isola che non c'è. Questo è il motivo principale del perché gioco di ruolo: motivo che si lega alle amicizie createsi all'interno dell'Allegra Brigata, al desiderio di sperimentarsi un piccolo attore e di giocare personaggi del tutto diversi da me... motivazioni che orbitano intorno alla mia sindrome di Peter Pan

Roberto Pancrazi