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Filippo Bianchi (alias Pippo)
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Forza +4
Destrezza -5
Intelligenza +3
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Saggezza -9
Carisma +4
Costituzione +3
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Natura: Magus ludrinis
Archetipo: Elfo condottiero
Attitudine: Epico60% / Gotico40% |
Abilità
"Il Dado è Tratto": chissà come mai non lo fanno giocare al
casinò... gambler professionista!
Donne senza Gonne: storicamente, ha una ragazza (che si chiede
dove sia il brigatista la domenica sera...)
Background:
non pervenuto...
Perché
Gioco di Ruolo: Ciao Brigata, sembrerà strano, ma non mi soffermo mai più di tanto a pensare al
perché io sia ammalato di Gdr... Oh, certo, spesso le domande insinuanti e
canzonatorie degli "esterni" o forse dovrei dire "estranei" al Gdr mi spingono a
dover,in qualche modo, giustificare una passione incompresa... Infondo il
problema non è mio. È sicuramente il loro.
Ma andiamo per gradi. In ogni
singola parola, in ogni frase più o meno sconnessa che legga o senta dagli
"attivisti" del Gdr, ci rivedo le mie esperienze, la mia voglia di giocare fino
alle 5 di mattina, di sognare nella mia stanza le avventure fino quasi a
somatizzare le esperienze vissute... Patetico, finto, power
playing? Divertente risponderei.
È la mia sfera privata, la mia voglia di
sognare, di evadere, di crescere e allo stesso tempo di restare bambino; la mia
e del fantastico gruppo di amici che ormai da più di dieci anni condivide tra
alti e bassi la voglia di vivere senza la scuola, l&qcute;università, il lavoro, le
tasse e i problemi di vita quotidiana... almeno per qualche ora... Sì, perché
per divertirsi il gruppo è fondamentale e il nostro, grazie a tutti belli e
brutti, è davvero speciale.
Dai primissimi ritrovi, le prime sessioni, le
prime "sciacallate", i primi (e ogni tanto persevero tuttora) tiri di dado
rubati, fino al tentativo di ampliare e poi migliorare il nostro
"playing-style"... Quante storie, quanti mostri,quanti personaggi e avventure,
ma soprattutto quante belle serate passate insieme a fantasticare e a
convivere esperienze con gli amici che volevo veramente con
me... L´entusiasmo iniziale (pensate che preparavo avventure e giocavo con i
compagni di squadra in pullman durante le trasferte di volley!) non è scemato
col tempo; diciamo che si è naturalmente evoluto, è cresciuto di pari passo con
le esperienze brigatesche, mano nella mano con l'età (28 anni) che tutt´è meno
che elemento negativo o di allontanamento dal gioco.
Se faccio, quindi, qualche passo
indietro a riguardare ciò che è e siamo stati in tutti questi anni, come in dei
reali flashback rivedo non solo le scene vissute, ma sento ancora i profumi
delle candele consumate sui tavoli da gioco,odo squillanti le risate,le grida di
giubilo per un risultato insperato o il silenzio incredulo di fronte ad una
descrizione su cui sognare. Poi apro gli occhi,mi sveglio dal felice torpore
e avverto le stesse sensazioni, tutto è così felicemente reale: continuo a
giocare.
La cosa che più mi soddisfa? Che nessuno si sia mai posto il
problema di chiedere quando smetteremo di giocare. Una volta in un´intervista
ad una TV locale esordimmo dicendo che il nostro è un gruppo con copertura ludica ma
che in realtà nasconde finalità di terrorismo sovversivo e destabilizzazione
politica. Il giornalista era allibito, non capì subito che si trattava,
ovviamente, di uno scherzo, non conoscendoci e non conoscendo il Gdr, nemmeno in
senso lato. Beh, sapete che vi dico? Un po´ spero che se qualcuno mi
chiedesse di descrivergli il Gdr ci credesse ancora. Altrimenti che venga a
giocare. 
Filippo Bianchi

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