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Riccardo Trappoloni (alias Trappy)
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Forza 0
Destrezza +1
Intelligenza -8
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Saggezza +2
Carisma +4
Costituzione +1
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Natura: Appassionato vagabondo
Archetipo: Guerriero senza spada
Attitudine: Epico70% / Gotico30% |
Abilità
Dislessia Molesta: il brigatista è seriamente sospettato di non
conoscere la lingua italiana ed è in grado di confondere qualunque giocatore con
i suoi acutissimi congiuntivi. +20 sui tiri "Infrenare Cervelli".
Scazzòsi: il brigatista è in grado di interrompere in qualunque
momento il gioco con freddure agghiaccianti, spesso oggetto di scherno da parte
degli altri giocatori. +10 ai tiri "Stronzata".
Giocatore Eclettico: in qualunque parte si cali, è convinto
d'essere il miglior giocatore del mondo. +20 sui tiri "So' el più forte"..
Vagabondaggine: in anni di gioco, non si è preso mai la briga di
organizzare niente. +15 ai tiri "Dormiveglia".
Background:
È uno dei primi ad essersi appassionato al GdR e forse proprio per questo è il
giocatore più bravo del mondo...
Perché
Gioco di Ruolo: Perché gioco di ruolo...mmmh...
Domanda non facile alla quale rispondere... Sono stato introdotto nel GDR da Federico Valeri che, tornato da una vacanza al mare, aveva "importato" un nuovo gioco, del tutto innovativo al confronto di quelli soliti che conoscevamo. Mi colpì in particolare il grande entusiasmo con cui Federico mi parlava di questa novità, aveva una luce così forte negli occhi che sarebbe stato impossibile dirgli che non avrei voluto far parte di questa nuova meraviglia. Era D&D, la prima edizione, quella con la scatola rossa, e con Mefistofele D'Oltre Tomba, guerriero del III livello, quella fu la prima avventura di Ruolo della mia vita. E quante ce ne sarebbero state poi...
D'altronde, tra alti e bassi, insieme a Federico, sono stato tra i primi della brigata a giocare di ruolo. E adesso che ho 28 anni, da più di dieci mi siedo con amici tra i più cari che ho, per affrontare insieme le avventure più incredibili ed emozionanti che essere umano o non umano possano vivere.
Ed è questo che amo del gioco di ruolo. Non tanto l'aspetto tecnico, infatti difficilmente critico un regolamento o l'esposizione dei vari narratori, ma l'emozione che ogni sessione di gioco mi da.
E anche per questo che non ho mai avuto l'ambizione di fare il "master", preferisco molto di più fare il giocatore.
Giocando di Ruolo ho la possibilità di vivere altre vite oltre la mia (che tra l'altro adoro), e non tutti possono dire di avere questa grande fortuna.
Un giorno sono un Mago, un altro un Samurai, un altro un Vampiro, e tutte queste esperienze mi accrescono molto, e accrescono quello che è il mio modesto bagaglio culturale ed emozionale.
È come se mi impossessasi del sapere e delle virtù che il mio personaggio porta.
Mi immedesimo così tanto che in quel momento io non gioco il personaggio, io
sono il personaggio. E questo mi emoziona veramente tanto...
Beh, non so se sono riuscito in pieno a dire quello che volevo, ma anche se ci
sarebbero da aggiungere tante altre cose, credo che il succo della questione sia
quello che ho già scritto, e non vorrei dilungarmi per correre il rischio di
diventare prolisso e noioso 
Riccardo Trappoloni

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